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Gennaio 2006

RIFIUTI
Cosa è un rifiuto ?

Cerchiamo di fare il punto su una delicata ed annosa questione: la definizione di Rifiuto

Le interpretazioni sono fondamentalmente due:
  1. La Comunità Europea con la direttiva 75/442 definisce rifiuto (sintetizzando) qualsiasi sostanza od oggetto ricompreso nel Codice Europeo dei Rifiuti (CER) di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi ”e non fa distinzione tra scarti con o senza valore commerciale, destinati al recupero o smaltimento ecc…. Per l'Europa tutti gli scarti sono rifiuti e come tali devono essere trattati (autorizzazioni, registri di carico-scarico, formulari ecc…)

  2. L'Italia ha cercato sin dagli anni '90 di escludere alcune tipologie di scarti dalla normativa sui rifiuti, istituendo dapprima le MPS e i materiali quotati, poi creando un “doppio regime smaltimento-recupero” che semplifica la vita agli operatori del recupero e che individua alcune tipologie di scarti che, nel caso in cui possiedano sin dall'inizio caratteristiche equivalenti alle materie prime di riferimento e siano conformi alla normativa tecnica del DM 5/2/98, possono essere escluse dal regime dei rifiuti (es: carta/cartone conforme alla norma UNI-EN 643, plastica conforme alla norma UNI 10667 ecc…).
Nel 2002 il Governo emana con il DL138/02 la“' Interpretazione autentica di rifiuto” con la quale ha di fatto sancito che se uno scarto può essere recuperato in un ciclo produttivo (anche diverso da quello di origine) senza alcun trattamento preventivo e se l'operazione di recupero è diversa da quelle contemplate nell’ambito del recupero dei rifiuti, può essere escluso dal regime dei rifiuti.

Infine, nel 2004 sempre il governo ha introdotto nella Legge Delega Ambientale (L. 308/04) una esclusione dal regime dei rifiuti per i rottami ferrosi.

Poiché la normativa comunitaria prevale su quella degli stati membri, spesso gli organi di controllo e l’autorità giudiziaria stanno dalla parte della normativa Europea e quindi sono inclini a considerare rifiuti tutti gli scarti produttivi, fatti ovviamente salvi quelli conformi alla normativa tecnica del DM 5/2/98. Ci sono già delle sentenze di rinvio alla Corte Costituzionale della L. 308/04 per questione di legittimità costituzionale della Legge stessa

PER CONCLUDERE
Si consiglia di NON escludere gli scarti di produzione dal regime dei rifiuti a meno che non siano evidentemente conformi alla normativa tecnica del DM 5/2/98
TRASPORTI
L'ottimizzazione dei costi nei Trasporti Internazionali

Oggi l'azienda che importa o esporta non può certo permettersi di appoggiarsi passivamente allo spedizioniere più comodo senza saperne valutare a fondo il grado di efficienza e correttezza, deve invece partecipare in prima persona a scelte spesso delicate e difficili, seguire con attenzione le merci ed il giro di documenti parlare con cognizione di causa di navi Roll-on, Roll-off, di Conferences e di outsider, di noli e di consolidazioni aeree, deve saper trattare i ristorni, conoscere le responsabilità dei vettori e discuterne gli addebiti.

Quanti clienti persi per un ritardo o una semplice carenza informativa e quanto si potrebbe risparmiare in un anno semplicemente rivolgendosi agli spedizionieri giusti trattando con competenza e spuntando i prezzi veramente più bassi senza discapito per i servizi ?

Gestire un servizio trasporti vuol dire assumere responsabilità anche di carattere assicurativo ed infortunistico, aspetti non sempre valutati dalle aziende

Vuol dire anche saper integrare le attività di trasporto puro, con le necessità commerciali della distribuzione, conoscere le problematiche degli imballi in relazione al mezzo di trasporto utilizzato ed alla direttrice i traffico, vuol dire essere in definitiva un imprenditore nell'impresa, dall'acquisto del contratto di trasporto, al controllo dell'avvenuta consegna in condizioni di tempo e di qualità ottimali.

ARCA organizza un seminario gratuito con l'obbiettivo di:
  1. Definire gli obiettivi del trasporto
  2. Indicare le caratteristiche di un contratto di trasporto
  3. Analizzare le tecniche per la scelta del mezzo di trasporto
  4. Indicare le responsabilità del mittente, del vettore e del destinatario
  5. Conoscere le responsabilità assicurative del trasporto
  6. Saper valutare i costi di trasporto ed i costi di distribuzione
RIFIUTI
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) - D.Lgs 151/2005

Il decreto in oggetto regolamenta la gestione di tutti i rifiuti elettrici ed elettronici.
Tali rifiuti sono ad esempio gli elettrodomestici, le apparecchiature informatiche (computer, stampanti, fax, telefoni), le apparecchiature di consumo (radio, tv, videoregistratori ecc..), gli utensili elettrici ed elettronici (trapani, saldatrici, seghe ecc..) che vengono suddivisi in due categorie:
  • RAEE domestici, originati da nuclei domestici e quelli di origine commerciale, industriale e istituzionale analoghi per natura e quantità a quelli originati dai nuclei domestici;
  • RAEE professionali, prodotti da attività amministrative ed economiche diverse da quelle di cui ai RAEE domestici.
Viene fatto obbligo alle amministrazioni pubbliche di realizzare un sistema di raccolta differenziata dei RAEE domestici entro il 13/08/2006, in modo che sia possibile conferire gratuitamente i RAEE presso centri di raccolta istituiti dalle stesse amministrazioni o dalle Aziende alle quali è affidata la gestione dei rifiuti urbani.

A partire dalla stessa data viene fatto obbligo ai produttori di tali apparecchiature (fabbricanti, rivenditori, importatori, distributori) al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura usata equivalente, e viene data loro la possibilità di istituire sistemi di raccolta separata alternativa a quella gestita dalle amministrazioni pubbliche. I RAEE così raccolti dovranno essere conferiti a centri di trattamento, i quali dovranno possedere i requisiti di impianti e attrezzature di cui agli allegati n. 2 e n. 3 ed essere autorizzati ai sensi del D.Lgs 22/97.

Da una prima lettura sembrerebbe che anche i RAEE originati da uffici di attività artigianali/industriali, qualora per tipologia e quantità rientrino all’interno dei criteri di assimilazione stabiliti dai regolamenti comunali, si possano considerare assimilabili agli urbani, ovvero “RAEE domestici.
TELEFONIA FISSA
Il Gioco delle tre Carte


La notizia che ci rincuora è che l’Autorità per le comunicazioni ha istituito un nuovo provvedimento che ci consentirà di risparmiare qualcosa sulle chiamate verso i cellulari generate da telefono fisso. Non dimentichiamoci che l’Italia è tra i paesi più cari d’Europa!

Una telefonata verso mobile si compone di una parte che viene incassata dall’operatore di telefonia fissa (Telecom, Albacom, Colt, ecc) da cui viene effettuata la chiamata e una parte (più del 50% ) che viene incassata da chi gestisce il cellulare chiamato ( Tim - Vodafone - Wind - H3G).

Il nuovo provvedimento andrà a diminuire la parte incassata dall’operatore mobile che detiene tuttora più del 50% del guadagno (H3g è esclusa da tale restrizione in quanto non ha ancora un peso consistente sul mercato).

Ma di quanto stiamo parlando?

Dal 1° Luglio 2006 il guadagno di Tim e Vodafone dovrà essere di 11,2 centesimi al minuto (contro i 12,1 cent attuali) fino ad arrivare a 8,9 cent al minuto previsti per il 2008.
Per Wind la soglia massima di guadagno sarà di 12,9 cent al minuto (contro i 14,35 cent attuali) fino ad raggiungere i 9,5 cent al minuto previsti per il 2008.

Forse tutta questa riduzione non sarà così evidente nei nostri bilanci, ma in quelli dei gestori probabilmente si ed è per questo che stanno iniziando ad attrezzarsi per infilarci sulle bollette qualche altro aumento per pareggiare la perdita , nuovi escamotage per “recuperare” quello di cui vengono privati sul fronte tariffe.

Telecom per esempio, dal 1° gennaio 2006, ci informa che i prezzi dei canoni fissi sono cambiati. Il costo fisso bimestrale (IVA esclusa) di una linea analogica passa da 36,60 € a 38,40 € mentre quella ISDN da 58,50 € si trasforma in 59,90 €. Un gioco delle tre carte insomma, se da una parte ci viene “regalato” qualche centesimo al minuto, dall’altra ci vengono applicati aumenti sui costi fissi.

Non ci resta che osservare lo scenario degli operatori in attesa che anche gli altri gestori si adeguino a regalarci qualche altro offuscato aumento, a questo punto sperando di non arrivare troppo in fretta alle diminuzioni previste per il 2008 o chissà cosa saranno capaci di inventarsi gli addetti ai lavori.
GAS
Gelano le aziende - pronto il piano emergenza


Il gas che ogni giorno importiamo e utilizziamo per scaldare e per produrre, è in forte calo a causa delle anomale e rigide temperature che imperversano in Europa ed in Russia.

La Russia, che ci deve fornire 74 milioni di metri cubi al giorno, oggi non riesce a provvedere a tale fornitura. Il gas importato continua ad arrivare ma con preoccupanti riduzioni: Martedì 17/01 il 5,4%, Mercoledì 18/01 il 6,9%, Giovedì 19/01 il 12,2%, Venerdì 20/01 il 4,1%, Sabato 21/01 il 6,8% e Domenica 22/01 il 4,1%.

Nei prossimi giorni si prevede un ulteriore calo delle temperature sia in Russia che in Italia, tale da mettere ulteriormente a rischio la carenza di gas dovuto anche all’esaurimento dei nostri stoccaggi.

L’Italia si prepara al peggio, l'Autorità per l'energia ed il gas corre ai ripari predisponendo un sistema di interruzioni programmate delle forniture alle industrie e l’eventuale riduzione del limite massimo di riscaldamento nelle abitazioni riducendo di 1-2°C la soglia attuale di venti.

Il provvedimento definisce anche dei rimborsi per quelle aziende disponibili ad interrompere la fornitura di gas, come previsto dal contratto stipulato per forniture industriali interrompibili.

Oggi aderiscono a questa tipologia di contratto poco meno di un centinaio di aziende, esse beneficiano di uno sconto ulteriore sulla tariffa di trasporto, stabilito dall’Autorità nel luglio scorso, e di incentivi riconosciuti sottoforma di gare per l’interruzione della fornitura.

Il governo nel frattempo sorveglia la situazione e predispone riunioni straordinarie giornaliere del Consiglio dei Ministri per gestire un eventuale piano di emergenza.

Gazprom (maggior esportatore Russo) da parte sua si impegna a ristabilire l’apporto concordato di gas al fine di non sottoporre l’Italia e l’Europa ad una condizione di preoccupante emergenza gas.
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